CULTURA. Il significato del Dialogo: The Nelson Mandela Centre of Memory”

Il centro, ispirato alla personalità del leader sudafricano, si prepara alla sua annuale rassegna d’incontri, vere performance culturali e letterarie di natura sociale. L’obiettivo: permettere anche alle realtà marginali di entrare in contatto con le pratiche elaborate da Mandela

Mandela

di Cecilia D’Abrosca

 Il “Nelson Mandela Centre of Memory”, il Centro della Memoria ispirato alla personalità del leader sudafricano, come ogni anno, si prepara all’allestimento di Dialoghi e Letture internazionali che, sulla base degli insegnamenti di Nelson Mandela, esprimono princìpi, valori, atteggiamenti e opinioni. Gli incontri, durante i quali saranno esaminate le letture e i dialoghi, sono performance culturali e letterarie di natura sociale, cui prendono parte svariate personalità che operano in molti campi del sapere, delle arti, dell’economia; la loro presenza ribadisce la solidità dei riferimenti teorici, l’indubbia validità e la capacità degli stessi di perdurare nel tempo. La necessità avvertita dal Centro, è quella di spingersi sino alle aree geografiche periferiche, impegnandosi affinchè realtà marginali entrino in contatto con le norme sociali e di comportamento elaborate da Nelson Mandela.

In che modo è possibile rendere eterno il pensiero di un uomo, Premio Nobel per la Pace (2003), se non attraverso gli scritti e il suo esempio di vita? Nelson Mandela ha vissuto la sua intera esistenza sul dialogo interpersonale e sull’arte di ascoltare gli altri; sulla scelta di “lottare per la libertà e la giustizia, in nome del valore dato alla vita e all’essere umano”, afferma, con la volontà di trasmettere questo presupposto alla comunità. In quest’ottica, i Dialoghi e le Letture annuali, rinforzate da attività e interventi sociali puntuali, pianificati dai rappresentanti del Centro, fotografano alcune problematiche sociali, quali la diffusione dell’HIV/Aids, l’educazione nazionale in Sudafrica, la questione giovanile, problematizzata e sostenuta attraverso il modello “caring school”, pensato per venticinque scuole, ideato per prendersi cura dei bambini resi più vulnerabili dalla povertà, dall’HIV e da altri fattori.

Il Dialogo nell’accezione di Nelson Mandela

É lo strumento vitale per dirimere tutto ciò che sia riconducibile alla presenza di una criticità sociale; è il veicolo più efficiente ed efficace per preservare e diffondere la memoria individuale e collettiva, fondamentale alla crescita personale, è lo spunto necessario a determinare il proprio coinvolgimento nella promozione della giustizia e della coesione sociale (topic oggetto degli ultimi dialoghi internazionali).

Una piattaforma digitale, pensata per la diffusione dei contenuti che definiscono le iniziative del Centro, ha la funzione di coadiuvare e sostenere il ruolo che il dialogo continua a esercitare, lavorando alla diffusione capillare degli aspetti teorici, propriamente storici, politici e filosofici, connessi ai programmi da attuare, i quali sono diretti a incrementare le forme di sostegno, a sviluppare soluzioni adatte a contesti urbani depauperati, dominati da dinamiche relazionali complesse.

L’applicabilità del dialogo e del sostegno nel mondo moderno, è indice della risonanza globale che, il messaggio di Nelson Mandela, possiede. Non a caso, illustrare l’evoluzione e l’articolazione della natura dialogo interpersonale, nel senso concepito da Mandela, così come del sostegno partecipativo, è l’obiettivo cui tende l’opera del Centro della Memoria. Muovendosi all’interno della ricca tradizione che fa capo al dialogo trasformativo, capace di agire sulle situazioni e di modificarle, alla risoluzione di problemi e, al rinnovamento sociale, i membri del Centro auspicano un cambiamento qualitativo in direzione dell’uguaglianza di opportunità, attraverso l’acquisizione di un maggior grado di consapevolezza e partecipazione alle vicende umane. Dunque, si lavora alla crescita personale passando attraverso l’educazione.

I testi oggetto dei dialoghi e delle letture internazionali, sono commentati, discussi e analizzati durante gli incontri da personalità del campo politico, economico, artistico e letterario. I contenuti testuali rimandano al miglioramento e al potenziamento della società civile sul piano di valori collettivi e condivisi: la solidarietà, la pace, la cooperazione, la necessità del confronto con realtà culturali diverse. Gli argomenti dibattuti negli ultimi anni afferiscono essenzialmente alla prospettiva del peace building, ossia del processo di costruzione della pace a livello globale, puntando alle strategie adeguate al raggiungimento di una condizione di equilibrio tra gli Stati.

Desmond Tutu, arcivescovo e attivista sudafricano, Thabo Mbeki, autore ed attivista cileno-americano, Mary Robinson, ex Presidente della Repubblica d’Irlanda, Thomas Piketty, economista francese, Ellen Johnson-Sirleaf, politica, economista e attuale Presidente della Liberia (prima donna eletta capo di Stato in Africa e Premio Nobel per la Pace nel 2011), sono solo alcuni degli invitati agli incontri avvenuti negli anni precedenti.

L’incisività dei meeting, a livello di mutamento culturale e associativo, si traduce in termini di progresso sociale, fortemente inseguito e coltivato da coloro che continuano nel segno di Nelson Mandela: ciò che essi tentano di instillare nelle menti e negli animi è l’attenzione e l’empatia verso gli altri, in vista di una nuova realtà, immaginata, sognata.

Nena News

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