L’accordo di pesca UE-Marocco non sarà approvato senza il voto del Parlamento

Il Consiglio dei ministri dell’Unione europea ha il giovedì 29 novembre a dato via libera alla firma del nuovo accordo di pesca con il Marocco, chiamato a sostituire quello che è scaduto nel giugno di quest’anno e risolvere le obiezioni sollevate dalla Corte della giustizia europea per l’inclusione nell’accordo delle acque adiacenti al Sahara occidentale.

Secondo il quotidiano El País la ratifica dell’accordo per altri quattro anni, firmato lo scorso mese di luglio, si era arenata dai dubbi sui presunti vantaggi che porterà il popolo del Sahara occidentale, un territorio che, sotto il diritto internazionale non fa parte del territorio del Marocco e, pertanto, Rabat non dovrebbe negoziare lo sfruttamento delle sue acque.

La fonte indica che il testo, nonostante le difficoltà ancora in corso, sembra essere entrato nella fase finale oggi con l’approvazione formale dei 28 partner dell’UE.

E se il calendario previsto è rispettato, l’accordo potrebbe essere votato nella sessione plenaria del Parlamento a gennaio o febbraio 2019, che consentirebbe, se otterrà il sostegno necessario, la sua entrata in vigore.

Se non viene raggiunto, potrebbe rimanere bloccato e rimanere parcheggiato fino alla prossima legislatura (dopo le elezioni europee del maggio 2019).

La parte saharawi, il Fronte Polisario, ritiene che lo sfruttamento delle risorse naturali del territorio saharawi controllato da Rabat sia “un saccheggio economico il cui obiettivo è modificare la struttura della società saharawi”, secondo una citazione raccolta dal rapporto della Commissione europea.

Il Parlamento europeo ha anche dubbi sui vantaggi dell’accordo di pesca per la popolazione del territorio saharawi. La commissione per la pesca del Parlamento ha approvato il suo parere sul patto martedì, in cui ha incluso due emendamenti per forzare l’identificazione, a fini doganali e dei consumatori, che i prodotti della pesca provengono effettivamente dal Sahara occidentale.